2008/08/13

Mangiare, nuotare, dormire


Con queste tre semplici parole Michael Phelps (nell'immagine di copertina) descrive all'emittente statunitense NBC, notizia riportata poi dal New York Post la sua giornata tipo. Già da queste si possono trarre alcuni spunti di riflessione su quanto impegno, quante rinunce, quanta costanza e forza di volontà ci vogliono, oltre che naturalmente una ottima predisposizione genetica, per essere non solo "un campione" ma "IL campione" d'elite.

Tuttavia, ciò che ha fatto maggiormente scalpore in tutto il pianeta è stata la descrizione della dieta cui è sottoposto per far funzionare al massimo quella macchina natatoria che è. Nello stupore e nello scetticismo (soprattutto dei non addetti ai lavori per la verità) si è diffusa anche l'esatta distribuzione di questa dieta che consta di ben 12'000 calorie in tre pasti da circa 4'000 Kcal ciascuno. Certamente, se consideriamo che un pari età del ventireenne di Baltimore assume circa 2'000 Kcal al giorno ci rendiamo conto di quanta sia la differenza, però il tutto va inquadrato in un contesto in cui si parla di un atleta con grandi masse muscolari (che sono fra i tessuti che consumano più energie), che queste masse muscolari sono sempre in moto per via di gare ed allenamenti, e che la quantità di calorie varia in funzione dell'impegno cui l'atleta è sottoposto.

Per la verità notizie circa diete abbondanti non sono una novità nè di questi tempi nè delle Olimpiadi moderne visto che già uno dei più famosi atleti antichi; Milone di Crotone mangiava ogni giorno 20 Mine (equivalenti ad 8,68 Kg) di carne, altrettanto pane e 3 Congi (pari a 10 L) di vino, tanto che Aristotele disse di lui: "bravo ma vorace". Ma per soddisfare la curiosità si può elencare anche gli alimenti che invece compongono il regime alimentare di Phelps:

La colazione (Breakfast of champions è proprio il caso di dire) prevede tre uova in padella con pane, formaggio, lattuga, pomodori, cipolle fritte e maionese, annaffiate da due tazze di caffè, una frittata di cinque uova, una scodella di fiocchi d'avena e cereali. Poi tre fette di french toast con zucchero a velo e per finire, tre piccole frittelle al cioccolato.

A pranzo troviamo mezzo chilo di pasta condita e due grandi panini con prosciutto, formaggio e maionese. Più una bevanda energetica capace di apportare 1'000 Kcal.

Anche a cena c'è la pasta, mezzo chilo circa, accompagnata da una pizza intera ed altre mille calorie di bevanda energetica.

Certamente per alcuni questa dieta rappresenta un vero e proprio sogno, ma al di là del fatto che in ogni caso sono troppe calorie per chiunque, anche per Phelps, e che quindi si tratta di un regime che ha un inizio ed una fine e non certo una dieta per la vita, questa notizia dovrebbe far capire a tutti quanto l'attività fisica riesca ad attenuare e controbilanciare anche qualche sfizio di troppo a tavola e magari ad entrare nell'ottica che si tratta di un bilancio in cui le entrate (alimentazione) non devono superare le uscite (soprattutto attività fisica) per cui più si mangia più si deve fare esercizio e viceversa. Ma tornando all'argomento iniziale non vi è dubbio che la raccomandazione più opportuna da fare è quella mutuata dal mondo del wrestling che ammonisce: "don't do this at home!"

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